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Fiaba terapeutica della dott.ssa Rita Bimbatti

Dottore in Pedagogia, Dottore in Sociologia della Salute

 

Carlotta e la rondine Maia

 

C’era una volta una piccola bambina che si chiamava Carlotta. Carlotta aveva la fortuna di abitare in campagna, immersa nel verde di prati e alberi, fiori e tanta aria sana.

Un bel giorno di primavera, mentre il sole brillava alto nel cielo limpido, Carlotta vide passare sopra la sua testolina un gruppo di rondini. Rimase un attimo incantata, con la boccuccia aperta e il nasino all’insù. Poi iniziò a salutarle con la manina. “Ciao belle rondini! Dove state andando di bello?”domandò a voce alta. Il gruppetto iniziò a volare sempre più in basso, fino a che, una rondine, vedendo la bimba, si fermò vicino a lei, accomodandosi su un ramo di un gigantesco albero, all’inizio di un polveroso viale: “Ciao bambina! Io mi chiamo Maia..vengo da molto lontano. Io e le mie compagne abbiamo dovuto andarcene, perché la iniziava a fare freddo..come si sta bene qui!” L’un l’altra si guardavano con ammirazione, e iniziarono a fare amicizia, raccontandosi tante belle storie. Ben presto Carlotta e Maia divennero inseparabili. Ogni giorno la bambina attendeva la sua amica rondine sotto il maestoso albero, carico di foglie che tenevano un po’ d’ombra, all’inizio del viale che conduceva alla casa di campagna della bimba. Puntualmente Maia arrivava da Carlotta, e stavano insieme tutta la giornata, passeggiando e rincorrendosi allegre lungo il viale polveroso. Prima di sera la bambina faceva ritorno a casa, e la rondine al suo nido. Il tempo scorreva, e le giornate piano piano si accorciavano. Il caldo sole si era come assopito.

Ma un giorno d’autunno, Carlotta attese in vano la sua amica Maia, e il giorno dopo pure. Della rondine nemmeno l’ombra.

Arrivò anche l’inverno, e la bambina, nonostante l’inizio delle scuole, e la compagnia dei suoi tanti amici, pensava spesso a Maia, sentiva la sua nostalgia. A volte Carlotta passava ore a guardare fuori dalla finestra, con il nasino appiccicato al vetro, per vedere se rondine ritornava, e non capiva perché l’avesse abbandonata.

Passò l’inverno, e ritorno la primavera. Altre rondini arrivarono. Carlotta tornava a passeggiare sul viale, poi si sedeva accanto al grande albero. E aspettava, aspettava. Un pomeriggio, una rondine vide la bambina da lassù, e le si avvicinò con prudenza: “ Ciao! Tu devi essere Carlotta, vero?”, domandò. Carlotta annuì. “Sono Bella, un’amica di Maia. Mi ha detto di dirti che è molto dispiaciuta per essere fuggita così, all’improvviso, senza salutarti. Il gruppo di rondini ha dovuto ripartire presto, qui iniziava a fare tanto freddo. Quest’anno non ha potuto ritornare, la sua famiglia ha cambiato destinazione. Mi ha detto che resterai per sempre nel suo cuore, e non ti dimenticherà mai. Ha parlato molto di te, Carlotta. Ti vuole un mondo di bene”.

A quelle parole la bambina tirò un sospiro di sollievo. Dopo tanti mesi capì che Maia non l’aveva abbandonata, ma era stata costretta a migrare altrove con la sua famiglia.

“Grazie Bella!” disse alla nuova rondine Carlotta. “Quando rivedrai Maia salutala tanto. Dille che mi manca. Nemmeno io la dimenticherò e la porterò sempre nel mio cuore”. “Va bene”, disse Bella. E volò via, raggiungendo i suoi compagni lassù nel cielo, scomparendo piano all’orizzonte, tra l’azzurro del cielo e i gialli raggi del sole.

 

Questa fiaba si pone come obiettivo l’accompagnare, supportare i bambini bisognosi di  aiuto per elaborare il dolore causato dalla perdita di qualcuno a loro caro, esempio una perdita causata da un lutto famigliare, una separazione, bambini adottati o in affido, separati quindi dai loro genitori naturali.

 

Si ringrazia la dott.ssa Rita Bimabatti per il suo contributo e la sua condivisione.

 

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